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Il trattamento con antidepressivi dopo malattia infiammatoria intestinale correlato a esiti migliori


Uno studio ha esaminato l'influenza dei farmaci antidepressivi sul decorso della malattia dei pazienti con malattia infiammatoria intestinale ( colite ulcerosa e malattia di Crohn ).

Mentre le comorbilità psichiatriche possono alterare il decorso di qualsiasi malattia, non è del tutto chiaro in che modo i disturbi dell'umore siano associati alla malattia infiammatoria intestinale; tuttavia, un precedente studio di coorte aveva dimostrato che i sintomi di depressione e, in misura minore, l'ansia possono scatenare la recidiva della malattia tra i pazienti con malattia infiammatoria intestinale.
Sebbene studi successivi abbiano sottolineato che il trattamento con antidepressivi può avere un impatto positivo sull'attività della malattia infiammatoria intestinale, l'interpretazione di questi risultati è stata soggetta a limiti metodologici quali piccole popolazioni e brevi periodi di osservazione.

Una nuova revisione di un Registro nazionale danese ha dimostrato che l'uso di farmaci antidepressivi è in grado di ridurre in modo significativo i tassi di recidiva, in particolare nella malattia di Crohn.

Sono stati valutati i dati di 42.890 pazienti registrati con una diagnosi incidente di malattia di Crohn ( 30.5% ) o colite ulcerosa ( 69.5% ) nel Registro nazionale danese durante il periodo 2000-2017.

La percentuale di donne con colite ulcerosa è stata del 52.5% ( media di 42 anni ) e con malattia di Crohn del 54.9% ( media di 34 anni ).
Circa il 5% dei pazienti in entrambi i gruppi soffriva di ansia o depressione, e circa l'80% in entrambi i gruppi aveva iniziato la terapia antidepressiva prima di sviluppare la malattia infiammatoria intestinale, con circa il 20% dopo lo sviluppo di questa malattia gastrontestinale.
Quasi il 28% della coorte ha avuto almeno una prescrizione di un antidepressivo.

Gli antidepressivi utilizzati includevano inibitori selettivi della ricaptazione della serotonina ( SSRI ), inibitori della ricaptazione della serotonina e della norepinefrina ( SNRI ), e antidepressivi triciclici e tetraciclici ( Mirtazapina ).
Gli utilizzatori di antidepressivi in ​​entrambi i gruppi di malattia infiammatoria intestinale hanno presentato un rischio significativamente ridotto di iniziare il trattamento step-up ( corticosteroidi e farmaci anti-fattore di necrosi tumorale [ TNF ] ) e di essere ricoverati in ospedale a causa della malattia infiammatoria intestinale.

I più bassi tassi di attività di malattia sono stati riscontrati tra i pazienti con malattia di Crohn ( tasso di incidenza [ IRR ], 0.51, IC 95%, 0.43-0.62 ) e colite ulcerosa ( IRR, 0.67, IC 95%, 0.59-0.75 ) senza l'uso di antidepressivi prima dell'insorgenza della malattia infiammatoria intestinale.
Dopo aggiustamento per i fattori confondenti, è stato osservato un tasso di incidenza più basso nell'attività di malattia negli utilizzatori di antidepressivi rispetto ai non-utilizzatori nei pazienti con malattia di Crohn ( IRR=0.75, IC 95%, 0.68-0.82 ) e colite ulcerosa ( IRR=0.90; IC 95%, 0.84-0.95 ).

Il punto di forza dello studio era l'inclusione di una grande popolazione, non-selezionata, affetta da malattia infiammatoria intestinale, e un lungo periodo di follow-up.
I limiti dello studio erano la mancanza di informazioni sull'aderenza ai farmaci, e il fatto che i risultati non erano generalizzabili ai pazienti con forma lieve di malattia infiammatoria intestinale.

Il meccanismo d'azione non è noto. Non si sa se l'influenza benefica degli antidepressivi sul decorso della malattia infiammatoria intestinale derivi da miglioramenti dell'umore o dalle proprietà antinfiammatorie dei farmaci.
Mentre il decorso naturale della malattia infiammatoria intestinale è sconosciuto, si pensa che sia influenzato dalla produzione squilibrata di citochine proinfiammatorie ( ad esempio, TNF-alfa ) e un elevato reclutamento dei leucociti nel sito di infiammazione.
Gli antidepressivi potrebbero potenzialmente abbassare i livelli di citochine pro-infiammatorie, o il decorso alterato della malattia infiammatoria intestinale potrebbe essere dovuto a un potenziale ruolo dei farmaci nelle interazioni intestino-cervello.

Gli antidepressivi, secondo gli Autori, hanno il potenziale per essere un coadiuvante della terapia convenzionale per la malattia infiammatoria intestinale, in modo simile al trattamento della sindrome dell'intestino irritabile.
Sono necessari studi clinici randomizzati. ( Xagena2018 )

Fonte: Inflammatory Bowel Diseases, 2018

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