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Ipomagnesiemia e inibitori della pompa protonica


Una grave carenza di magnesio associata agli inibitori della pompa protonica è stata descritta con presentazioni cliniche variabili da condizioni pericolose per la vita a crampi muscolari e parestesie.
Probabilmente casi più lievi passano inosservati.

E’ stato riportato un caso asintomatico di ipomagnesiemia associata all'uso cronico di inibitori della pompa protonica in una donna di 67 anni in sovrappeso, affetta da sintomi di reflusso gastroesofageo da diversi anni, parzialmente diminuiti con l'uso di inibitori della pompa protonica.

La valutazione iniziale ha mostrato una ipomagnesiemia inspiegabile con un tasso molto basso di escrezione di magnesio nelle urine.
I livelli sierici di calcio, fosforo, potassio e glucosio e i parametri di funzionalità renale erano normali.

Alla donna è stata prescritta una dieta bilanciata a basso tenore calorico, con integrazione di Idrossido di Magnesio e un programma di esercizi.

La donna ha iniziato a perdere peso e a ridurre l'assunzione di inibitori della pompa protonica.
Dopo un intervento chirurgico per reflusso gastroesofageo, è stata in grado di sospenderne l'uso.
Dopo la sospensione i livelli sierici e urinari di magnesio si sono normalizzati.

L'ipomagnesiemia è solitamente causata da perdita renale o intestinale, come con terapie diuretiche, diarrea, o consumo eccessivo di alcol.
I risultati clinici possono essere correlati a sintomi neurologici, come parestesie, letargia, o convulsioni, sintomi muscolari come crampi, o tetania; e manifestazioni cardiovascolari, come aritmie o anomalie all'elettrocardiogramma ( prolungamento dell'intervallo QT, depressione ST e onde U ).

L'uso di inibitori della pompa protonica è stato associato a bassi livelli di magnesio, ma il meccanismo ancora non è del tutto compreso.
Una bassa escrezione urinaria di magnesio è stata osservata in diversi casi descritti in precedenza, che suggeriscono una probabile correlazione con un ridotto assorbimento di magnesio a livello intestinale.

L'assorbimento intestinale di questo ione avviene sia con un processo passivo paracellulare che attivo transcellulare.
È stata studiata la gestione a livello renale del magnesio in 2 pazienti con ipomagnesiemia grave correlata a inibitori della pompa protonica e gli effetti degli integratori di magnesio per via orale.

È stata osservata forte ritenzione renale di magnesio dopo infusione endovenosa, sintomo di una mancanza di assorbimento intestinale di magnesio.
Poiché nei pazienti l'ipomagnesiemia poteva essere parzialmente corretta da alte dosi di supplementazione di magnesio per via orale, è stato suggerito che l'uso di inibitori della pompa protonica fosse in grado di inibire il trasporto attivo di magnesio nell'intestino.

Questa classe di farmaci attualmente è ampiamente utilizzata per molte presentazioni cliniche, e molti pazienti possono essere a rischio di questa complicanza.

L’ipomagnesiemia lieve è spesso asintomatica, ma è associata a un maggior rischio di sviluppare una pericolosa aritmia perioperatoria.
Il monitoraggio dei livelli di magnesio in pazienti che assumono inibitori della pompa protonica, soprattutto in un ambito pre-operatorio, deve essere tenuto in considerazione. ( Xagena2011 )

Furlanetto T, Faulhaber GA, Arch Intern Med 2011; 171: 1391-1392


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